Carlotta Bolognini presenta “Manolo Bolognini, la mia vita nel cinema.”

Un evento strepitoso e un parterre di ospiti eccezionali

Il 23 luglio a partire dalle ore 20,00 Carlotta Bolognini presenta il libro Manolo Bolognini, la mia vita nel cinema. Ad accompagnarla, oltre al moderatore Giovanni Fabiano ci saranno il giornalista Fabio Melelli e tanti amici ospiti… tecnici del cinema, tra i quali George Hilton, Gianni Garko, Alessandro Rossellini, Enrique Del Pozo, Tessari-De Luca, Emanuele Salce, M. Buzzanca, Stefano Jurgens, Olga Bisera, Vassili Karis e tanti altri.

Il libro

Il libro è una conversazione tra padre e figlia in cui emerge tutta una stagione del cinema italiano, quella che ha visto protagonista un produttore intelligente e geniale come Manolo Bolognini, cui si deve il raffinato cinema d’autore di registi come Pier Paolo Pasolini, Andrej Tarkovsky, Alberto Lattuada, Dino Risi e Mauro Bolognini, ma anche lo straordinario cinema di genere di pellicole che nel tempo hanno guadagnato lo stato di autentici cult. Manolo Bolognini ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione di film come Django di Sergio Corbucci e Keoma di Enzo G. Castellari,  ma anche in quella di film come Il bell’AntonioIl vangelo secondo MatteoTeorema e Nostalghia, tra gli altri, nella convinzione che il cinema è tanto arte quanto industria e non può abdicare alla propria vocazione popolare, pur raggiungendo sovente le vette dell’espressione artistica. Figura innovativa e centrale nella storia del cinema italiano, Manolo Bolognini sì è distinto per la creatività e la cura produttiva, realizzando sempre opere di eccellente fattura, spaziando in tutti i generi, dal western di California di Michele Lupo al giallo di Mio caro assassino di Tonino Valerii passando per l’action-movie Un uomo da rispettare, ancora di Michele Lupo, e il mafia-movie Afyon Oppio di Ferdinando Baldi. Grazie allo stile colloquiale dell’intervista, e alle indubbie capacità “maiuetiche” dell’autrice Carlotta Bolognini, cui non fa difetto la sincerità d’intenti e la brillantezza della scrittura,  il libro condensa decenni di storia del nostro cinema nella mirabile sintesi dei ricordi di Manolo Bolognini, ricordi ora divertenti ora toccanti. Un viaggio alla ricerca del tempo perduto che non si risolve solo nella nostalgia di un passato irrimediabilmente consegnato al ricordo ma che si proietta anche sul presente, tracciando una strada che per il nostro cinema dovrebbe essere sempre attuale: una forte professionalità non disgiunta da inventiva e talento da un lato, e un’ altrettanta grande capacità di entrare in sintonia con pubblici diversi, offrendo loro prodotti variegati ma sempre di grande qualità, in grado di conquistare un posto indelebile nell’immaginario di un pubblico non solo nazionale, dall’altro. Il libro di Carlotta Bolognini è un contributo originale e stimolante alla storiografia del cinema italiano, per fortuna mille miglia lontano da esibiti accademismi o inutili elucubrazioni, in grado di permettere al lettore di prendere assoluta coscienza di quello che il nostro cinema è stato e che potrebbe tornare ad essere, grazie anche  a produttori come Manolo Bolognini, la cui voglia di mettersi in gioco e continuare a fare cinema è ancora fortissima e vitale.

L’autrice

Carlotta Bolognini, figlia del produttore Manolo e nipote del regista Mauro Bolognini, ha sempre vissuto sui set. Ha lavorato nella produzione di diversi film con Dino Risi, Lina Wertmuller, Coluche, Squitieri, Sironi e Bolognini.  Autrice del libro “Manolo Bolognini, la mia vita nel cinema “, dove intervista e ricorda con il suo papà una parte dei più di 50 anni di bel cinema. Collabora con il centro culturale Mauro Bolognini, con il centro studi laboratorio d arte di Catania di Alfredo Lo Pierò e con il premio “Gianni di Venanzo” di Teramo . Ha ideato, sceneggiato e prodotto il docufilm ” figli del set” , con il quale ha partecipato a numerosi festival e ricevuto 4 premi… tra i festival il Giffoni Film Festival e Taormina Film Festival. Ha ricevuto in Campidoglio il premio “donna che fa la differenza 2014”.

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